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Diario
22 aprile 2011
ALGHERO, OLBIA-TEMPIO, CARZEDDA PIETRO , ELEZIONI COMUNALI 15-16 MAGGIO 2011
CARO AMICO/A di " ALGHERO" AI TUOI
CONOSCENTI di OLBIA
FAI VOTARE PIETRO VITTORE CARZEDDA
noto PIETRO

| inviato da algherese il 22/4/2011 alle 9:46 | |
23 marzo 2010
OLBIA-TEMPIO, PROVINCIA GALLURA Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi
| da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 23 MARZO 2010
L’avvocato olbiese confermato per il prossimo biennio
Arrigo Filigheddu resta a capo dell’Unione Ordini forensi sardi
TEMPIO. È ancora un avvocato gallurese il presidente dell’Unione regionale degli Ordini forensi della Sardegna. Si tratta di Arrigo Filigheddu, noto legale con studio ad Olbia, riconfermato tra l’altro presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Tempio nel corso delle elezioni svoltesi appena qualche settimana fa.
La sua riconferma, per acclamazione, si è avuta qualche giorno fa nel Palazzo di Giustizia di Nuoro, città che è stata scelta come dislocazione baricentrica rispetto alle sedi di altri ordini, tribunali e uffici giudiziari dell’isola. Arrigo Filigheddu resterà quindi in carica ancora per il biennio 2010-2011 e avrà come vice i colleghi avvocati Ettore Atzori di Cagliari e Gavino Arru di Sassari, come segretario Mario Pilia di Lanusei e tesoriere Giammario Lisca di Tempio.
Nello stesso tempo l’avvocato Filigheddu continua ad esser membro di una commissione interna all’Ordine forense nazionale, creata ultimamente per studiare la riforma della professione in funzione soprattutto del suo rinnovamento, della sua riconfigurazione in un un tipo di società mutata rispetto al passato e quindi dei modi di accesso.
Quest’ultimo ruolo rappresenta un impegno che lo porta ad avere contatti con qualificati colleghi di ogni ogni parte d’Italia, con naturali ricadute positive nell’esercizio della funzione di presidente dell’ordine degli avvocati a livello sia locale che regionale. (t.b.)
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8 aprile 2009
ALGHERO. Il ritorno della ragazza di Tissi rimasta per 12 ore sotto le rovine
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 08 APRILE 2009
Il ritorno della ragazza di Tissi rimasta per 12 ore sotto le rovine
di GABRIELLA GRIMALDI ALGHERO. Infagottata in una giacca a vento che nascondeva le fasciature, ancora spaventatissima e ancor più intimorita da cronisti e cameramen, Francesca Canu è scoppiata a piangere, ha nascosto il viso tra le mani e non lo ha mostrato più. La ventunenne studentessa di Tissi, sopravvissuta al crollo della casa in cui viveva all’Aquila, è arrivata alle 22.45 ad Alghero con il volo da Roma. Era con il padre Vincenzo. Ad aspettarli, una trentina di persone festanti: la mamma Fernanda Branca, il fratello Antonio, di due anni più piccolo, tanti amici e il gruppo della Pro loco. Una ragazza carina, minuta. Un volto da bambina su un corpo da scricciolo miracolosamente uscito indenne dalle macerie della casa: solo una distorsione a un gomito e contusioni a una spalla. Ieri Francesca, raggiunta all’Aquila dal padre, è stata dimessa dall’ospedale. Non vedeva l’ora di tornare in Sardegna. Quando è entrata in aeroporto sembrava stare bene, muoversi senza difficoltà: è andata di corsa ad abbracciare la mamma, ma poi, circondata da tutta quella gente, non ha retto all’emozione, non ha più voluto farsi vedere in faccia né dire una parola. «Mia figlia adesso ha solo bisogno di riposarsi e di stare con noi», ha detto mamma Fernanda. La ragazza è rimasta prigioniera delle macerie della sua casa di studentessa fuorisede per ben dodici ore e il modo in cui si è salvata ha fatto gridare al miracolo. Francesca infatti era tornata all’Aquila da Latina dove per alcuni giorni era stata ospite di amici, con l’intento di trattenersi giusto una notte nella città dove studia Scienze Investigative e poi ripartire per Tissi dove aveva in programma di trascorrere la Pasqua. Alle 3.32 di notte, però, la palazzina di via XX Settembre dove abitava al piano terra è venuta giù come un castello di carte. Quattro piani si sono afflosciati sul letto dove Francesca dormiva ma, per fortuna, l’incastro delle travi e dei mobili che sono venuti giù dagli altri appartamenti ha fatto in modo che lei non venisse colpita se non di striscio. Immobilizzata sul letto della sua camera (le altre colleghe erano già tutte partite per tornare a casa per le vacanze) Francesca non ha potuto far altro che attendere i soccorsi. Altrettanto sorprendente è stato il modo in cui i genitori della ragazza hanno scoperto che la figlia non era fra le vittime del terremoto. Appena estratta dalle macerie Francesca, che nel frattempo era riuscita ad afferrare un libro dove conservava una sua foto con il fratello Antonio, ha consegnato l’immagine al volontario perchè la mostrasse alle telecamere. Così i parenti della studentessa, dopo ore e ore trascorse nel panico più assoluto e senza alcuna notizia sulla sua sorte, l’hanno riconosciuta seguendo uno speciale su Raidue. ----------------------------
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| inviato da algherese il 8/4/2009 alle 8:37 | |
29 marzo 2009
ALGHERO. Ryanair inaugura la base di stazionamento Domani cerimonia in aeroporto Il primo volo da Londra nel 2000
| da La Nuova Sardegna DOMENICA, 29 MARZO 2009
Ryanair inaugura la base di stazionamento
Domani cerimonia in aeroporto Il primo volo da Londra nel 2000
Per la compagnia irlandese del low cost brillanti risultati sul Riviera del Corallo e rosee previsioni
di GIANNI OLANDI ALGHERO. Nel giugno del 2000 il primo collegamento Ryanair su Alghero portò da Londra 180 passeggeri a bordo di un Boeing 737 con i colori irlandesi. Da quella prima tratta si è registrata una escalation di nuovi collegamenti per tutta l’Europa a cui si sono aggiunte diverse rotte nazionali. Da domani il Riviera del Corallo sarà anche base di stazionamento di Ryanair. Nel 2000 la compagnia irlandese guadagnò con 50.139 passeggeri trasportati l’8% del traffico complessivo di tutto l’anno. Nel 2008 tale quota è passata al 54%, con 750 mila passeggeri circa e le previsioni per il 2010 riferiscono di un 65% del traffico totale con oltre 1 milione e 300 mila transiti. L’interesse verso Ryanair nasce quando alla guida della Regione c’era Federico Palomba, l’assessore al Turismo era Antonello Paba, quello ai Trasporti Gonario Lorrai, e il presidente dell’Esit Umberto Giordano. In Sogeaal il presidente era Franco Salis cui subentrò Tonino Baldino, già sindaco di Alghero, e il direttore generale era sempre Umberto Borlotti che di tutte le operazioni di marketing è sempre stato l’anima e il motore operativo. Nel 1998 ci fu un primo incontro a Dublino dove si recò la delegazione, i numeri, le prospettive, la capacità di promozione della Sardegna verso mercati europei con collegamenti costanti, convinsero i vertici regionali e il progetto Ryanair partì con un intervento anche di tipo finanziario da parte della Regione. Probabilmente si tratta di soldi pubblici mai così spesi bene visto il crescendo dei flussi e la diffusione nell’intera Sardegna dell’utenza internazionale targata Ryanair. L’operazione fu condivisa a seguire dal presidente della Regione Mauro Pili, assessore ai Trasporti era Tore Amadu, e per ultimo da Renato Soru, assessore ai Trasporti Sandro Broccia, che non solo diede la continuità al progetto iniziale, ma andò oltre, raggiungendo l’obiettivo della apertura della base di stazionamento che si inaugura proprio domani mattina. In termini pratici la nuova base Ryanair significa che da domani la compagnia irlandese sarà presente nello scalo con trentuno unità, tra equipaggio e tecnici. A breve si aggiungeranno altre 15 unità non appena stazionerà anche il secondo Boeing 737-800. La base disporrà di uffici sul fronte pista, la sala equipaggi, e disporrà di un’area nell’ex stazione merci Alitalia dove si terrà il centro di manutenzione. L’impianto è stata oggetto di un sovralluogo dei funzionari dell’Enac irlandese, unitamente ai colleghi dell’Ente locale, che hanno dato via libera all’attività operativa. L’inaugurazione di domani comincerà alle 10, in coincidenza con l’arrivo del volo da Londra, tratta che può essere considerata la destinazione simbolo del matrimonio Ryanair Alghero che nel 2010 festeggerà il decennale. ------------------
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| inviato da algherese il 29/3/2009 alle 11:57 | |
28 marzo 2009
ALGHERO. Una notte di folle passione si è conclusa nella sala operatoria dell’ospedale civile. Protagonisti due uomini,
| da La Nuova Sardegna SABATO, 28 MARZO 2009
Gioco erotico finisce all’ospedale con anestesia e intervento chirurgico
ALGHERO. Una notte di folle passione si è conclusa nella sala operatoria dell’ospedale civile. Protagonisti due uomini, un omossessuale continentale e il suo compagno algherese, ai quali giochi erotici spinti all’eccesso hanno riservato conseguenze non prevedibili e indubbiamente dolorose, almeno per uno dei due. L’oscuro oggetto del desiderio era un vibratore in lattice di circa 15 centimetri che manovrato in modo decisamente maldestro, ma la passione era a mille, è rimasto all’interno. I due hanno provato a estrarlo per ore, utilizzando ogni sistema possibile, ma senza alcun risultato apprezzabile. La visita in ospedale era a quel punto inevitabile, il gioco erotico poteva trasformarsi in qualcosa di più complicato. Pur con un comprensibile imbarazzo i due si sono fatti coraggio, hanno raggiunto il pronto soccorso e riferito della disavventura al personale sanitario. La vittima del gioco erotico è stata ricoverata in chirugia dove è stata sottoposta ad anestesia generale e si è proceduto a una vera e propria operazione chirurgica per asportare il voluminoso simbolo fallico che non produceva più piacere ma dolore e possibili drammatiche conseguenze. L’episodio si è verificato durante la notte e pare che a queste emergenze il nosocomio cittadino sia abituato. Gli incidenti, come chiamarli diversamente, avvengono infatti sempre durante le ore notturne e tale riferimento temporale rappresenta tutto sommato una fortuna in quanto favorisce quel rispetto della privacy che durante il giorno sarebbe difficile mantenere. ---------------------
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| inviato da algherese il 28/3/2009 alle 8:21 | |
25 marzo 2009
ALGHERO, Due nuove rotte per Bari e Barcellona, Ryanair annuncia 27 tratte e 1 milione di posti disponibili a 10 euro
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 25 MARZO 2009
Due nuove rotte per Bari e Barcellona
Ryanair annuncia 27 tratte e 1 milione di posti disponibili a 10 euro
La compagnia aerea lunedì aprirà a Fertilia una base operativa

di GIANNI OLANDI ALGHERO. Dal prossimo giugno l’aeroporto Riviera del Corallo sarà collegato con due nuovi voli, per Barcellona, scalo di Reus, a nord della città catalana, e Bari. L’annuncio è dato da Alessia Viviani, responsabile marketing della Ryanair, che segnala inoltre il lancio delle due nuove rotte con una offerta promozionale di 10 euro. Con le due tratte che prenderanno il via il prossimo giugno, sullo scalo algherese i collegamenti garantiti dalla compagnia irlandese saranno complessivamente 27, tra nazionali e internazionali. Inoltre dal prossimo 30 di marzo sarà operativa la base di stazionamento di Ryanair. Il volo per Barcellona-Reus avrà cadenza trisettimanale, mentre quello per Bari è programmato per due giorni alla settimana. Soltanto qualche giorno fa la Ryanair aveva annunciato con partenze dal 2 e 3 di giugno altri sette collegamenti: Ancona, Billund, Eindhoven, Graz, Amburgo (Lubecca), Perma e Verona (Brescia) e l’incremento della frequenza per Venezia (aeroporto di Treviso), che prenderà il via il 30 di marzo. Cominceranno invece il 31 di questo mese le partenze per Bruxelles (scalo di Charleroi) e Parigi (aeroporto di Beuveais) mentre dal 1º di aprile sarà la volta di Genova e Oslo, aeroporto di Torp. Un programma di nuovi collegamenti che sembra andare in forte controtendenza con la crisi economica che ha dimensioni planetarie e interessanto il Vecchio Continente, dove opera la compagnia irlandese, in misura piuttosto consistente. Ma la compagnia che ha inventato i voli low cost in Europa, visti i risultati con indubbio successo, da lunedì prossimo metterà su casa nell’aeroporto Riviera del Corallo con l’apertura della nuova base di stazionamento. Sosteranno due Boeing 737-800, valore di circa 140 milioni di dollari, con relativo personale tecnico per le operazioni di assistenza a terra. Proprio ieri in aeroporto hanno effettuato un sovralluogo gli ispettori dell’Ente pubblico dell’aviazione civile irlandese che insieme ai colleghi dell’Enac hanno verificato le condizioni strutturali e operative della base Ryanair rilasciando certificato di idoneità e dando quindi il via libera anche sul piano tecnico amministrativo alla apertura del centro manutenzioni targato irlandese. E probabilmente è proprio in funzione della apertura della base operativa che Ryanair sta aumentando le rotte da e per Alghero determinando oggi una offerta di collegamenti mai vista sullo scalo algherese e che soltanto qualche anno orsono era addirittura impensabile prevedere. La base di Nuraghe Biancu è una delle sette in Italia della compagnia di Dublino, le altre sono stazionate a Roma, Milano, Pisa, Bologna, Forli e Cagliari. Quest’ultima operazione va ascritta oltre che alla dirigenza Sogeaal anche alla volontà politica manifestata dalla precedente Amministrazione regionale che ha dato il via libera, affrontandone evidentemente i costi, al centro manutenzioni. L’apertura della base in aeroporto comporterà la presenza di una trentina di persone tra equipaggi in rotazione e tecnici addetti alle manutenzioni. Da segnalare che il mercato italiano del trasporto aereo è quello che, soltanto dopo l’Inghilterra, ha risposto con maggiori volumi di traffico alla presenza del vettore low cost e non è un caso che oggi Ryanair sia al primo posto del traffico internazionale in Italia. La compagnia irlandese stima infine di trasportare sullo scalo algherese nel corso di un anno oltre un milione e 600 mila passeggeri. Se così fosse, difficilmente il marketing irlandese sbaglia le proprie previsioni, il traguardo dei due milioni di passeggeri sul Riviera del Corallo, che definire storico non è azzardato, non è poi un sogno irraggiungibile. E anche per queste ragioni sarebbe utile che l’aeroporto portasse a buon fine i programmi di riqualificazione, come nel caso della vecchia aerostazione, già progettati e finanziati. ---------------------- |
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 25 MARZO 2009
L’annuncio nella prima riunione di ieri sul trasferimento alla Sogeaal
I dipendenti Eas incontrano la Regione
Sarà eliminato il doppio servizio di handling nell’aeroporto di Fertilia
Giudizio positivo dei sindacati sulle trattative in corso Il vertice con l’assessore Lorettu è previsto per il 31 marzo

di GIANNI OLANDI ALGHERO.La nuova compagnia Cai, che ha raccolto l’eredità di Alitalia e AirOne, tra le strategie aziendali per il rilancio del nuovo soggetto ha previsto la dismissione di tutte le attività di autoproduzione. Tra queste anche quelle dell’Eas, European Avia Service, la società di handling del gruppo AirOne, che opera sullo scalo algherese nell’assistenza ai vettori della continuità territoriale. È quindi in piena evoluzione l’ipotesi di trasferimento dei dipendenti Eas negli organici della Sogeaal, la società di gestione dell’aeroporto. Ieri mattina si è svolto nella sala delle conferenze della Sogeaal un incontro tra i rappresentanti della stessa società di gestione, dell’Eas e le organizzazioni sindacali di categoria. Un incontro definito oltre che interlocutorio anche preparatorio delle procedure necessarie per il passaggio dei 62 dipendenti Eas. Ieri c’è stato un confronto di natura tecnico-contrattuale in vista del nuovo appuntamento della prossima settimana, il nuovo incontro è stato fissato per martedì 31 marzo, al quale dovrebbero partecipare gli azionisti della Sogeaal, in particolare la Regione che detiene insieme alla Sfirs la maggioranza del pacchetto azionario, con il neo assessore dei Trasporti Liliana Lorettu, appena insediata. Entro martedì 31, inoltre, saranno disponibili gli atti relativi alle attività dei dipendenti stagionali di Sogeaal ed Eas in modo da tracciare un quadro complessivo della situazione occupativa dell’intera operazione. All’incontro erano presenti il direttore generale della Sogeaal, Umberto Borlotti, il capo del personale dell’Eas, Mauro Marchese, e i rappresentanti sindacali di Cgil, Arnaldo Boeddu, Cisl, Monica Casu, Uil, Sandro Savona, e Ugl, Umberto Dellachiesa. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito i loro punti fermi per dare il via libera all’operazione: mantenimento dei livelli occupazionali e degli aspetti economici inserendo il futuro dei lavoratori che si apprestano a diventare ex Eas nel contesto contrattuale previsto dalla Assoaeroporti. Gli stessi sindacati evidenziano che l’incontro si è svolto in un clima collaborativo finalizzato a rendere percorribile senza penalizzazioni il trasferimento dei lavoratori. Durante il confronto è stato unanime il riconoscimento della palese contraddizione rappresentata da due apparati operativi di assistenza ai vettori in transito in un solo aeroporto. Qualcuno ha anche azzardato che a tale conclusione si è giunti «meglio tardi che mai». Va detto che questo tardivo riconoscimento dell’inutilità del doppione di handling ha avuto dei costi non secondari che hanno evidentemente provocato ripercussioni negative sui due fronti, quello di AirOne e quello di Sogeaal. L’incontro di martedì prossimo potrebbe non essere ancora quello decisivo per la particolare situazione nella quale si trova il consiglio di amministrazione della Sogeaal. Con il presidente dimissionario e qualche altro riferimento istituzionale in una posizione di forte contrasto. Anche in questo caso la Regione, proprio perchè azionista di maggioranza, deve sciogliere i nodi residui e quindi procedere a quegli adempimenti che le competono a cominciare dalla indicazione del nuovo presidente. Nei giorni scorsi il nuovo assessore ai Trasporti, Liliana Lorettu, ha incontrato in una occasione del tutto informale il sindaco di Alghero, Marco Tedde, anche in qualità di membro del consiglio di amministrazione della società aeroportuale, e il direttore della Sogeaal, Umberto Borlotti. Un primo contatto indubbiamente preparatorio, destinato a ulteriori ravvicinati incontri per entrare nel merito delle problematiche che riguardano lo scalo di Nuraghe Biancu interessato da una forte crescita di attività di trasporto aereo e da un ruolo di straordinaria importanza per tutto il territorio della Provincia di Sassari e della Sardegna più in generale. Per questa ragione sono attesi atteggiamenti responsabili sul piano istituzionale. ----------------------
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| inviato da algherese il 25/3/2009 alle 6:50 | |
18 marzo 2009
ALGHERO. Il monile di corallo bianco Importante scoperta emerge dagli scavi nel Quarter : ora spunta un gioiello vero
| da La Nuova Sardegna MERCOLEDÌ, 18 MARZO 2009
Il monile di corallo bianco
Importante scoperta emerge dagli scavi nel Quarter
Finora si sapeva dai documenti che in città si lavorava l’oro rosso: ora spunta un gioiello vero

di FEDERICO SPANO ALGHERO. La lavorazione del corallo, ad Alghero, è un’arte così antica che si può dire sia nata assieme alla città. Che l’oro rosso fosse un materiale usato sin dal Medioevo, nella città catalana, era risaputo. Ma fino a oggi, soltanto i testi antichi documentavano questa importante attività artigianale. Ora gli storici hanno in mano qualcosa di più: gli scavi archeologici nel cimitero di San Michele, che si è ben conservato all’interno del cortile del collegio gesuitico, nei giorni scorsi hanno restituito un amuleto di corallo bianco. Era adagiato sul petto di un defunto, trovato in una tomba collettiva del Cinquecento. L’amuleto è composto da un rametto di corallo lungo una decina di centimetri e da un cappello d’argento incapsulato all’estremità superiore. «Il gioiello è di particolare importanza - spiega il professor Marco Milanese, direttore dello scavo archeologico su incarico della Soprintendenza - in quanto si tratta di un manufatto realizzato da quegli artigiani specializzati nella lavorazione del corallo, presenti in gran numero ad Alghero sino alla fine del Quattrocento, momento della cacciata degli ebrei dalla Spagna. Il gioiello trovato potrebbe essere della seconda metà del Quattrocento, ipotizzando che si tratti di un gioiello familiare conservato nel tempo. In questo periodo, la lavorazione del corallo in città è ben attestata dai documenti scritti conservati in archivio, ma è la prima volta che viene trovato un manufatto che ci possa illustrare direttamente, senza il filtro dei documenti, questa importante quanto sconosciuta produzione locale». L’amuleto di corallo è stato affidato ai restauratori della Soprintendenza archeologica. Nel laboratorio di Li Punti, a Sassari, verrà sottoposto ai trattamenti necessari per restituirne la completa leggibilità e garantirne la conservazione. Il cappello d’argento, infatti, che al momento del ritrovamento era ossidato, è finemente lavorato a bulino, con foglie incise. Soltanto dopo il restauro si potrà apprezzarne la qualità, e il valore dell’artigiano che lo realizzò cinquecento anni fa. «Nel cantiere del Quarter - spiega il professor Milanese -, negli ultimi mesi, sono state scavate centinaia di tombe medievali e sepolture collettive di 15-20 persone ciascuna. Si tratta di trincee lunghe e strette che hanno raccolto, separandoli accuratamente, i corpi di oltre cento persone, morte per una violenta epidemia. Non necessariamente peste, anche se questa è l’ipotesi più probabile. L’amuleto trovato sul petto di uno scheletro non fu in grado di “proteggere” il suo proprietario, che morì assieme a tanti suoi parenti o conoscenti, assieme ai quali fu sepolto da mani pietose che gli lasciarono in segno di rispetto quell’oggetto prezioso». Il cimitero di San Michele e i suoi importanti ritrovamenti troveranno spazio nel nuovo museo archeologico catalano, che è in fase di allestimento nei locali dell’ex Carceretto, di fronte proprio alla chiesa di San Michele. Una piccola sezione del museo, che dovrebbe aprire i battenti entro la fine del 2009, verrà dedicata proprio al cimitero trovato nel complesso monumentale chiamato Lo Quarter. «Assieme agli archeologi - spiega Daniela Rovina, responsabile della Soprintendenza - stanno lavorando tre antropologi. Gli scavi, che sono iniziati nell’estate del 2008, sono concentrati nel cortile interno del collegio, ma interessano anche gli ambienti al piano terra degli edifici. Prima che iniziassero i lavori di riqualificazione del complesso, dove verrà realizzato un centro culturale polifunzionale, conoscendo il “rischio” archeologico, avevamo chiesto di fare indagini preliminari per evitare danneggiamenti. Il lavoro, che è coordinato dal professor Marco Milanese, ha consentito di ricavare notizie importanti sulla storia di Alghero. L’ultima, appunto, è quella della lavorazione del corallo». Nei prossimi giorni si lavorerà a un altro gruppo di sepolture: una parte della storia di Alghero è ancora tutta da scrivere. --------------------- |
| inviato da algherese il 18/3/2009 alle 5:56 | |
10 febbraio 2009
ALGHERO SASSARI Aeroporto, «Obiettivi principali sono il rinnovo del cda e la collaborazione con la Sogaer di Olbia»
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da La Nuova Sardegna MARTEDÌ, 10 FEBBRAIO 2009
Aeroporto, Regione pronta a investire
La ricapitalizzazione della società di gestione ha cambiato gli equilibri
L’assessore Broccia: «Obiettivi principali sono il rinnovo del cda e la collaborazione con la Sogaer di Olbia»

di GIANNI OLANDI ALGHERO. Il nuovo assetto azionario della Sogeaal, la società di gestione dell’aeroporto, vede oggi la Regione e la Sfirs in posizione maggioritaria, in quanto titolari del 67,49 per cento delle azioni. A questo risultato si è giunti dopo la fase di ricapitalizzazione conclusasi il 31 gennaio e dopo le rinunce da parte di alcuni degli enti istituzionali del territorio. La compolsizione azionaria è stata resa nota dall’assessore regionale ai Trasporti, Sandro Broccia, durante un incontro tenutosi in aeroporto. Il rapporto di forza nella società aeroportuale vede ora la Camera di commercio di Sassari al 21,70 per cento, la Provincia al 4,04, il Comune di Sassari al 4,17 e il Comune di Alghero al 2,70. Da segnalare che l’ente locale che ospita lo scalo non ha partecipato alla ricapitalizzazione, ponendo questioni di ordine tecnico e amministrativo, come i ripetuti richiami della Corte dei conti, ma anche di tipo politico e finanziario visto che, nonostante il consiglio di amministrazione presieduto da Gavino Sini, ora dimissionario, disponesse della maggioranza azionaria non era comunque in grado di gestire la complessa macchina aeroportuale per mancanza di risorse. Delle quali ha invece disponibilità la Regione che non si tira indietro. Da ricordare che il 16 febbraio gli enti territoriali che hanno aderito alla ricapitalizzazione dovranno versare le rispettive quote, ma risulta che Camera di commercio, Provincia e Comune di Sassari non perfezioneranno materialmente le opzioni. «L’aeroporto di Alghero è una ricchezza per la Regione - ha sostenuto l’assessore ai Trasporti, Sandro Broccia - e il nostro obiettivo ora è quello di procedere all’immediato rinnovo del consiglio di amministrazione, presumibilmente a metà marzo, e a dare corso a tutti quegli impulsi che sono venuti meno nel corso dell’ultimo anno. A cominciare dal piano industriale e alla verifica delle possibilità di una collaborazione attiva con la Sogaer, la società di gestione dell’aeroporto di Olbia, con sinergie in quei settori dove la stessa Sogaer ricopre posizioni di assoluto livello, come, per fare un esempio, nell’aviazione generale. «I due aeroporti del nord Sardegna, insieme, superano i 3 milioni di passeggeri trasportati, più di Cagliari che è attorno ai 2 milioni e 900 mila e la crisi economica mondiale avrà ripercussioni negative anche sul fronte del trasporto aereo - ha aggiunto Sandro Broccia - ma ritengo che con l’operazione Ryanair, che a fine marzo aprirà cinque nuove rotte su Alghero portando a 18 i collegamenti nazionali e internazionali, dovrebbe arginare il fenomeno negativo del calo di passeggeri annunciato da tutti gli analisti del settore». Broccia ha poi riferito esplicitamente che dovrà essere avviata una nuova fase destinata alla privatizzazione della società di gestione aeroportuale. «Un obiettivo da raggiungere in tempi ragionevolmente brevi - ha precisato l’assessore - per un rilancio anche in termini di management dell’attività aeroportuale nel suo complesso». Ma ogni ipotesi è al momento rinviata al dopo elezioni, quando sarà più comprensibile, a seconda dello schieramento politico che uscirà vincitore dalle urne, individuare le future strategie di sviluppo dello scalo. ------------------------- |
| inviato da algherese il 10/2/2009 alle 7:55 | |
1 febbraio 2009
Alghero. Le macchinette che fotografano le infrazioni agli incroci sono al centro di una inchiesta penale Semaforo rosso per i T-Red
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da L'Unione Sarda Domenica, 01 Febbraio 2009 |
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Alghero. Le macchinette che fotografano le infrazioni agli incroci sono al centro di una inchiesta penale |
Semaforo rosso per i T-Red Da ieri rimossi i contestati apparecchi elettronici |
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L'indagine della Procura di Milano che ha interessato 130 Comuni dotati del sistema di controllo sul traffico, ha sollevato un vespaio in città. Poi l'arresto del progettista ha acuito le polemiche. L'azienda fornitrice è la stessa finita nei guai. Il Comune manda in pensione i semafori intelligenti. L'altro ieri i T-Red della discordia sono stati smantellati dai due incroci semaforici. «L'appalto con la ditta noleggiatrice era scaduto - hanno fatto sapere dagli uffici di Sant'Anna - e i dispositivi erano stati spenti da metà gennaio». Non c'entrerebbero i dubbi sul corretto funzionamento del sistema, insomma, anche se l'Amministrazione non sembra affatto intenzionata a rimetterli in azione, nonostante in questi ultimi due anni i macchinari abbiano rimpinguato abbondantemente le casse pubbliche e ridotto dell'ottanta per cento gli incidenti stradali. Sarà la giunta a decidere. La sensazione è che la tanto contestata apparecchiatura elettronica non verrà attivata tanto presto. L'indagine della Procura di Milano che ha interessato 130 Comuni dotati del sistema di controllo sul traffico, ha sollevato un vespaio anche ad Alghero. Poi l'arresto del progettista ha acuito le polemiche. L'azienda fornitrice degli impianti in uso in città è la stessa finita nei guai per una presunta mancata omologazione degli hardware. L'Unione nazionale consumatori aveva già chiesto l'annullamento di tutte le multe elevate ai danni dei cittadini algheresi e il rimborso delle somme che l'ente locale ha incassato fino a oggi. Istanze illegittime, secondo il comando di polizia municipale, che ha sempre cercato di dissipare le ombre spiegando che l'inchiesta sui cosiddetti semafori truccati non riguarda in alcun modo la Riviera. Intanto perché il contratto di noleggio non prevede un aggio percentuale in ragione del numero dei verbali emessi. Piuttosto, a termini di contratto, all'affidatario viene corrisposto un importo fisso per ciascuna contravvenzione elevata e ritenuta idonea per la notifica ad esclusivo giudizio del pubblico ufficiale accertatore. Un terzo dei circa 146 euro di verbale finisce nelle tasche della ditta. Ma solo quando si tratta di infrazioni evidenti. In altre località non funzionava proprio così. La durata del giallo era minima, una trappola in cui cadevano tanti automobilisti. E la società noleggiatrice degli impianti guadagnava euro ad ogni flash. Un tanto a fotogramma, anche se poi la multa non veniva notificata. Ma non solo. Il Comune catalano è tranquillo pure perché i tempi della fase semaforica gialla, nelle due intersezioni dove era installato il T-Red (così come negli altri impianti semaforici esistenti in città) è di durata superiore a quella consigliata. Più precisamente, la fase del giallo nell'intersezione di Via Giovanni XXIII° dura cinque secondi circa, mentre quella dell'impianto semaforico posto sulla Via Vittorio Emanuele ha una durata di circa sei secondi. Tutto in regola, dunque. Allora perché il Comune non ha proceduto al rinnovo del contratto con la ditta noleggiatrice? Un mistero, secondo alcuni esponenti di minoranza, visto che dalle mule elevate l'Amministrazione guadagnava ogni anno non meno di mezzo milione di euro. CATERINA FIORI -------------------------------------- | | |
| inviato da algherese il 1/2/2009 alle 9:56 | |
22 gennaio 2009
ALGHERO Spiagge spazzate via dalle libecciate Il sindaco chiede l’intervento della Regione. Operatori turistici preoccupati
| da La Nuova Sardegna GIOVEDÌ, 22 GENNAIO 2009
Da Punta Negra alle Bombarde fino a Maria Pia, cresce l’allarme
Spiagge spazzate via dalle libecciate
Il sindaco chiede l’intervento della Regione. Operatori turistici preoccupati
«Bisogna affrontare questa emergenza o la stagione potrebbe essere compromessa»

di GIANNI OLANDI ALGHERO. La situazione delle spiagge della Riviera del Corallo dopo le devastazioni climatiche delle scorse settimane, in molti non ricordano un inverno così duro, sta destando allarme. Buona parte degli arenili sono infatti interessati da autentiche situazioni di emergenza a causa degli sconvolgimenti provocati dalle mareggiate e dalla costante e inesorabile azione dell’erosione marina. L’allarme è diffuso. Tra gli operatori del settore turistico ricettivo, in particolare dei titolari degli stabilimenti balneari, e a livello di amministrazione comunale. «C’è bisogno di un coivolgimento attivo della Regione e dell’assessorato regionale all’Ambiente in particolare - sottolinea il sindaco Marco Tedde - l’esigenza è quella di trovare un momento di incontro e affrontare le questioni nel merito. Il problema si è presentato quest’anno in modo piuttosto consistente e auspichiamo che a questa emergenza la Regione risponda con la dovuta sensibilità». Le libecciate hanno spazzolati tratti di costa tra i più celebri della Riviera del Corallo, dalle Bombarde a Punta Negra, la litoranea di Maria Pia, la fascia retrostante l’Ospedale marino, fino al tratto antistante il Palazzo dei Congressi. Ma impoverimenti si spiagge si registrano anche a sud della città. «Il mare sta lentamente restituendo quote di sabbia alle spiagge - riferisce Francesco Pedrini, dirigente regionale della Confesercenti e titolare dello stabilimento balneare Hermeu - ma in proporzioni decisamente inferiori ai quantitativi sottratti in occasione di uragani e libecciate». L’esponente sindacale segnala poi che in occasione delle devastazioni provocate dalla tromba d’aria che si è abbattuta soprattutto sulla fascia costiera nord occidentale della Sardegna, si sono registrati danni consistenti a buona parte degli stabilimenti balneari. «Vorremmo capire se esiste la possibilità di ridurre i danni subiti - aggiunge - anche se siamo i primi a comprendere che quanto è avvenuto tragicamente nel sud dell’Isola merita l’attenzione primaria delle istituzioni sarde e nazionali». Tra l’altro la stagione turistica 2009, coinvolta in pieno dalla crisi economica, sta registrando momenti di forte incertezza, il mercato è ancora in attesa di qualche segnale di ripresa che ancora non si manifesta. «Non possiamo assistere a questo inesorabile degrado del nostro patrimonio costiero - aggiunge ancora Marco Tedde - e ritengo che una volta esaurita questa fase elettorale sarà necessario procedere a un progetto complessivo di difesa degli arenili attraverso le migliori soluzioni possibili sul piano del rispetto dell’ambiente ma anche del nostro patrimonio costiero». Il problema non è di questi ultimi giorni, le mareggiate, in particolare il vento di libeccio, lo hanno soltanto accentuato rispetto al passato. La costa algherese è da tempo interessata da un graduale cambiamento e in molti indicano nella realizzazione della diga di sopraflutto l’elemento che ha favorito la nascita di nuovi giochi di corrente e quindi un movimento erosivo che ha fortemente penalizzato alcuni tratti di costa che una volta presentavano arenili corposi e consistenti. Si propone quindi a livello scientifico uno studio accurato per individuare le soluzioni possibili. Ciò che è certo e che le spiagge della Riviera algherese, come del resto tutte le altre, sono uno dei più importanti beni ambientali in grado di costituire un elemento di richiamo del fenomeno turistico, quindi una parte importante dell’economia e dell’occupazione legata all’industria delle vacanze. -----------------------------------
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| inviato da algherese il 22/1/2009 alle 12:51 | |
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